LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEL 2011 SECONDO IL RAPPORTO DI MONITORAGGIO ARAN .

Di Maurizio Danza Arbitro Pubblico Impiego

 

Sono stati resi noti dall’ARAN i risultati relativi alla attività di monitoraggio della contrattazione integrativa nelle pubbliche amministrazioni,evidenziati nel rapporto redatto ai sensi dell’art. 46, comma 4, d.lgs. n. 165/2001 . Tale rapporto è il primo disposto, dopo la radicale riforma del sistema delle relazioni sindacali entrata in vigore dopo il d.lgs.n.150/2009  ed anche uno dei primi, che fissa l’attenzione sulle materie oggetto dei singoli contratti, valutate in diretta relazione con quanto indicato nella legge e nei contratti nazionali. Peculiare la circostanza,evidenziata nel rapporto di una contrattazione quasi del tutto orientata su contenuti strettamente economici e , principalmente, sulla ripartizione dei fondi per le risorse decentrate e sui criteri di incentivazione economica del personale. Riguardo a quest’ultimo tema, oggetto di particolare attenzione nell’ambito del d.lgs. n. 150/2009, non sono stati registrati molti casi di definizione dei sistemi di incentivazione economica, in termini innovativi e di maggiore coerenza con il nuovo quadro legale, prevalendo piuttosto una contrattazione minimale di “mantenimento”, tesa semplicemente alla ridefinizione annuale delle risorse, nell’ambito dei tetti di spesa previsti dal D.L. n. 78/2010. La contrattazione a carattere normativo, salvo pochi casi, rappresenta dunque piuttosto un’eccezione. Nei pochi casi rilevati, il rapporto evidenzia inoltre, una tendenziale invasione di ambiti oggi sottratti alla contrattazione, a seguito della ridefinizione del perimetro di quest’ultima disposta dal d. lgs. n. 150/2009. Riguardo al comparto del Servizio sanitario nazionale, sono pervenuti contratti di 3 aziende ospedaliere sulle 25 monitorate e 12 contratti di aziende sanitarie locale sulle 45 monitorate. I contratti ricevuti e monitorati provengono dal nord (11), dal centro (1), dal sud (2), dalla Sardegna (1). Come evidenziato dal grafico di sintesi contenuto nel rapporto, la maggior parte delle negoziazioni ha riguardato materie dal contenuto economico. Circa un contratto su due ha avuto ad oggetto, criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse decentrate e di sistemi di incentivazione del personale (rispettivamente 52,94% e 44,12%). All’incirca un contratto su tre affronta il tema dei criteri per le progressioni economiche (32,35%). In misura minore, sono state trattate altre materie come, i criteri per l’attribuzione del lavoro straordinario e i criteri per la mobilità interna. Il rapporto evidenzia altresì con un grafico di sintesi le problematiche in merito alle materie trattabili ( evidenziate espressamente con la lett.”B”; con tale accezione gli estensori del rapporto hanno inteso indicare le materie previste come trattabili dal contratto nazionale, ma la cui trattabilità dovrebbe essere venuta meno a seguito di norme di legge sopravvenute (d.lgs.n. 150/2009; d.lgs. n. 141/2011; L.n.135/2012). La individuazione di queste ultime è avvenuta su base interpretativa,in considerazione degli orientamenti emanati dalle circolari esplicative n. 7/2010, n. 1/2011 e n. 7/2011 del Dipartimento della funzione pubblica, nonché dalla circolare n. 25/2012 della Ragioneria generale dello stato d’intesa con il Dipartimento funzione pubblica). Le criticità emerse sono relative prevalentemente alla mancanza di relazionetecnica ed illustrativa, rilevata in nove casi su 34 ( 26%).

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